E anche quest'anno l'8 marzo è passato.
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Fonte: flickr.com
di Chiara Di Salvo
Questa è la festa della donna vista a posteriori da molte più persone di quelle che crediamo.
Un ragazzo mi ha persino risposto: “ ma cosa mi interessa, io sono un uomo!”.
Oggi la festa della donna è molto attesa dalle associazioni di donne che organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna. Ma è attesa anche dai fiorai che l'8 marzo vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata e che quest'anno sono rincarate del 3%; dai ristoratori che vedono i loro locali affollati magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza.
Feste come la Befana, San Valentino, la Festa della Donna, la Festa del Papà e della Mamma e persino Halloween sono feste che oggi viviamo senza renderci conto delle motivazioni che vi sono alla base e tutte hanno lo scopo di muovere le persone a viverle in modo commerciale, comprando calze, dolci, cuori e cioccolatini, mimose e zucche.
Festeggiare come si vuole e divertendosi una qualsiasi ricorrenza è sacrosanto. Ma perdere il suo valore dietro ad un regalo o alla sua critica è miserabile.
Se la ricorrenza “ricorda” c'è un motivo. Ignorarlo e criticarlo perchè la festa è divenuta commerciale è un gesto ignorante.









