scuola di Adro, scuola di vocali


Tito Rossini, Meditazione, olio su tela

di Roberto Tortora


C’è un piccolo comune, in Piemonte, che ultimamente è salito alla ribalta della cronaca.
Tutto a causa della scuola e di certi simboli scelti per identificarla. Già, perché da quelle parti sentono molto il tema dell’identità nazionale. In questi giorni poi – mancano appena due mesi al 2011, ricorrenza dei centocinquant’anni dell’Unità d’Italia – l’ideale di una scuola seria, formativa, che concorra al rafforzamento del sentimento italiano è al primo posto tra gli interessi delle amministrazioni comunali di tutta la penisola.
Dunque, si tratta del comune di Edro. Proprio così, con la “E”. Pochi abitanti, ma con un edificio di recente costruzione che ospita la scuola elementare. Quanto al simbolo scelto per il logo, hanno avuto le idee chiare fin dall’inizio. Niente stellone italiano con ruota dentata e foglie di quercia: roba superata, d’altri tempi, generica. Meglio, allora, una bottiglia di buon Barbera. Una bottiglia di Barbera d’annata è stata selezionata come simbolo perfetto della Scuola. E la scuola hanno deciso di intitolarla a Bingo, il più famoso cane da tartufi che si ricordi sulle Langhe.
Qualcosa del genere è accaduto anche nel comune di Idro, in Emilia Romagna. Lì l’Amministrazione comunale ha voluto che il simbolo della locale scuola elementare fosse un bel piatto di tortellini al ragù. Ma per rendere meglio identificabile la specificità del sito hanno provvisto l’edificio – anche questo modernissimo e attrezzatissimo – di pompe ad aria compressa che spruzzano nel parcheggio riservato al personale quell’inconfondibile odorino di carne tritata con cipolla e carotina. Precedentemente la scuola era intitolata ad un martire del Risorgimento, ma siccome nessuno sapeva più chi fosse costui, hanno pensato di darle un nuovo nome. Ora sull’insegna campeggia tra virgolette il nome di Adalgisio Frassi, un giovane gommista della zona che da grande vorrebbe far parte del team che cambia i pneumatici delle Ferrari durante il Gran Premio.
In Campania, come al solito, tutto ha richiesto più tempo e infiniti dibattiti. Il comune di Odro, con la “O”, ha una bellissima scuola elementare di cui tutti sono orgogliosi. Solo che quando hanno cercato un simbolo che la rappresentasse c’era chi proponeva la sfogliatella, chi la pizza Margherita, chi il babà, chi la pastiera. Lo stesso dicasi per il personaggio famoso a cui intitolarla. Uno ha proposto Maradona: “No, è Argentino.” Un altro ha detto Masaniello: “No, ha fatto una brutta fine”. Un altro ha azzardato Gigi d’Alessio: “No, è troppo cantante.” L’unica cosa sicura, per ora, è che simbolo e nome, quando finalmente li avranno trovati, saranno stampati sugli adesivi da incollare ai cassonetti della spazzatura.
Infine c’è la scuola di Udro, in Puglia. In questo piccolo comune le discussioni su nome e simboli si sono svolte all’insegna di una raffinata e severa disciplina. Fin dal principio si è respirata un’aria aristocratica nel consiglio comunale. Il sindaco ha preteso che stemma della scuola fosse Castel del Monte ed è entrato direttamente nei programmi didattici ordinando che si studi solamente la storia di Federico II. I bambini che attualmente frequentano la scuola, infatti, nelle segrete aspettative del sindaco saranno i futuri votanti di Udro e i principali sostenitori del neofondato “Partito dell’Impero”.
Pare che su Udro stiano convergendo sbandieratori, appassionati di caccia col falcone e nobili damigelle condotte per mano dai protonotari. Ma forse sono solo voci. Quello che è certo è che il sindaco si è già trasferito nella sala capitolare del castello e se ne sta seduto tutto il giorno su un trono di velluto rosso, con una stola di ermellino sulle spalle.
In testa, naturalmente, la corona.


*ogni riferimento a fatti, personaggi e luoghi è frutto della fantasia. Se vi sono concomitanze con la realtà è solo perché questa è più stravagante della fantasia.

Posted by Francesco Saverio Simone on 07:59. Filed under . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0

1 commenti for scuola di Adro, scuola di vocali

  1. "La mia fantasia è inceppata: ho bisogno di un piccolo dispiacere". Lo diceva Leo Longanesi.
    Quella di questi signori non s'inceppa mai.... ergo....

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