Heavy Rider
EARS WIDE SHUT 15:54
Giuseppe Gavazza
Sconfino ancora una volta dalle tematiche musicali, sonore e artistiche per riproporre un breve testo che avevo pubblicato come nota sulla mia pagina Facebook il 23 gennaio 2016 e che mi sembre, purtroppo, tornato d'attualità in questi giorni.
Il sogno americano degli anni ’60 forse sognava un Presidente nero: qual sogno - se ci é stato, come credo - si é realizzato 50 anni dopo.
Non conosco una rappresentazione più dura e spietata di un sogno infranto di quella immaginata e rappresentata in Easy Rider nel suo finale in crescendo (o in decrescendo): un sogno autentico, giovane, fragile, immaginario e bellissimo (la fantasia libera le sue potenzialità) distrutto da un’ottusità gretta, vecchia, bruta, meschina e brutta che di più non é possibile immaginare: la realtà libera le sue potenzialità:
Ma la realtà di Trump Presidente sarebbe una tragica fine di un sogno; molto più devastante del finale - peraltro memorabilmente indigeribile o indimenticabile - di un film.
Speriamo che proprio quelli che Trump detesta, disprezza e promette di segregare, vadano a votare: basterebbe a non far finire male il film della realtà, l’unico possibile.










